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I feudi di Calice e Madrignano
 
Nel 1465 Tommaso Campofregoso acquista Calice e Madrignano da Corrado Malaspina di Lusuolo per rivenderli poco dopo ad Azzone Malaspina del feudo di Mulazzo, destando le rimostranze di Genova che lo preferiva in mano a suoi alleati, essendo un avamposto per l’accesso in Lunigiana che deteneva dalle note invasioni quattrocentesche dei feudi malaspiniani.

Azzone lo permutò ridandolo ai Fieschi in cambio di Castevoli.

Il feudo di Calice torna a Mulazzo nella prima metà del Settecento acquistato da Azzo Giacinto II per la famiglia che lo tenne fino alla sua vendita nel 1772, con l’assenso imperiale, a Pietro Leopoldo Granduca di Toscana.

A Madrignano toccò sorte diversa. Azzone Malaspina, non contento del cambio e interessato a riavere Madrignano, nel 1469 assalì e riprese il castello che fu tenuto in comunione con gli altri possedimenti fino al 1530, quando, addivenuti ad una ripartizione dei beni comuni, con l’eccezione di Mulazzo, Madrignano fu affidato al condomino Bonifacio, diventando feudo autonomo.

Per le angherie del discendente Giulio Cesare (1601–1631), uomo d’arme presso la corte dei Gonzaga, che fece uccidere il sindaco di Pontremoli, i milanesi con truppe spagnole occuparono Madrignano. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1631, tornò alla linea di Mulazzo per cinque generazioni e precisamente ai fratelli Moroello e Paolo, indi al solo Moroello. Nel 1701 la guerra di successione spagnola vedeva anche in Lunigiana Impero ed Austria contro Francia e Spagna contendersi i più importanti punti strategici e tra essi anche Madrignano, ben munito e baluardo dalla parte del mare, della Val di Magra e quindi della Lombardia.

Il castello era già stato distrutto nel 1416 dai genovesi ma riedificato e solo successivamente, con l’assenso di Carlo Maria, condomino anche di Mulazzo, sotto la cui tutela era il feudo, affidato al barone imperiale Kenrz che vi aggiunse fortificazioni e vi accolse armi e provvisioni. Nel 1705 soldatesche ispano-francesi, con l’aiuto di masnade lunigianesi, attaccarono il castello che, pur validamente difeso, fu preso anche con l’inganno e il tradimento, saccheggiato e diroccato.

Azzo Giacinto II, successo a Carlo Maria nel condominio di Mulazzo e nella signoria di Madrignano, ricompratolo dal fisco spagnolo milanese lo riparò ma il figlio, Carlo Moroello, nel 1772 per difficoltà finanziarie finì per venderlo insieme a Calice al Granduca di Toscana Pietro Leopoldo.
 

Immagini disponibili:

Castello di Calice
 
Castello di Madrignano
 
Assedio e distruzione di Madrignano
 
Estimo di Madrignano
 
Lettere del Principe Andrea Doria (Marchese di Calice e Veppo)
 
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