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Comunità di Groppoli
 
Il territorio di Groppoli fece parte del dominio dei Malaspina di Mulazzo fino al 1577, quando Anton Maria di Giovan Cristoforo Malaspina vendette questa parte di feudo al Granduca Francesco I. Dopo la divisione del 1581, in cui i condomini di Mulazzo decidono di ripartirsi i vari paesi e territori, anche Groppoli forma una linea autonoma con il marchese Azzone, ma morendo lo stesso senza prole maschile, è subito rivendicato presso l'imperatore da Mulazzo. Dopo cinque anni di liti dinanzi al Consiglio Aulico Imperiale combattute tra Gio Cristoforo e Cosimo I dei Medici, torna a Mulazzo ma alla fine il successore Anton Maria si lascia convincere da Francesco dei Medici alla cessione e il feudo finisce, per accordi successivi, per essere assegnato alla famiglia genovese dei Brignole-Sale, rimanendo in loro possesso anche dopo l'avvento in Toscana dei Lorena.

Nel 1592 Francesco I volle ricompensare il nobile genovese Giulio Sale dei servigi prestati al Granducato concedendogli in feudo con il titolo di Marchesato, col mero e misto impero e colla potestà della I spada, il Castello di Groppoli con tutto il suo territorio1. Il nobile Sale avrebbe potuto trasmettere tale titolo ai suoi discendenti, con la sola clausola che "uno solamente fosse il Marchese pro tempore" e che il marchesato rimanesse indiviso.

Il nuovo marchese, impegnato a Genova da numerosi affari, si occupò ben di rado direttamente del feudo di Groppoli, lasciandone la gestione a procuratori e ministri di fiducia. Alla sua morte, avvenuta nel 1606, non avendo figli maschi, destinò quale erede unico del marchesato Anton Giulio, figlio primogenito della figlia Girolama e di Giovan Francesco Brignole, anch'egli esponente di una nobile famiglia genovese, e i discendenti del nipote "con proibizione di alienazione strettissima". Vista la minore età del nipote nominò tutore e amministratore di detti beni Giovan Francesco Brignole, il quale ottenne da Cosimo I e da Ferdinando II nel 1622 la rinnovazione dell'investitura di detto feudo a favore del figlio Anton Giulio. Anton Giulio, raggiunta la maggiore età nel 1629, prese pieno possesso del feudo che, visti gli incarichi affidatigli dalla Repubblica di Genova, non amministrò mai direttamente, ma attraverso ministri come il suo predecessore. Nonostante i numerosi impegni, Anton Giulio si recò spesso a Groppoli, dove fece costruire per sé e la madre un palazzo marchionale dal momento che il Castello, locato in sito piuttosto alpestre2, non gli sembrava più adatto. Alla morte della moglie Paola di Giambattista Adorno, avvenuta nel 1648, Anton Giulio abbandonò la vita secolare ed entrò nella Compagnia di Gesù, abdicando il marchesato in favore del primogenito Ridolfo Maria.

Ridolfo Maria governò fino al 1683, ma, non avendo figli maschi, il marchesato pervenne nelle mani del fratello Giovanni Francesco che ne ottenne investitura da Cosimo III lo stesso anno. Il figlio di Giovanni Francesco, Anton Giulio, prese possesso del territorio nel 1698; tuttavia la scarsa cura che dimostrò nel governo fece si che i suoi ministri abusassero dei poteri concessi loro, provocando uno stato di inquietudine tra la popolazione che si protrasse per lungo tempo. Anton Giulio morì nel 1710 e lasciò nel testamento quali tutrici del figlio primogenito Giovan Francesco la cugina Paola Brignole Sale e la madre Maria Durazzo, la quale domandò e ottenne nello stesso anno da Cosimo III l'investitura per il nipote.

Giovan Francesco, raggiunta la maggiore età, ottenne conferma dell'investitura da Gian Gastone, ultimo Granduca dei Medici, nel 1724, investitura che gli venne confermata anche da Francesco Stefano di Lorena nel 1738. A differenza dei suoi predecessori Giovan Francesco si occupò personalmente del feudo di Groppoli e nel 1749 si rifiutò di far pubblicare la legge sui feudi emanata dal Granduca la quale privava i feudatari dei loro poteri, rendendoli vassalli. Nonostante le pressioni ricevute dal governo toscano, Giovan Francesco mantenne la sua posizione e finché fu in vita non applicò mai questa legge.

Morendo nel 1760 senza eredi, il feudo pervenne al fratello Ridolfo Emilio Maria. Durante il governo di Ridolfo venne applicata la suddetta legge e il figlio che gli succedette nel 1774 si vide privato di ogni potere sul feudo ricevuto in eredità. Ridotto cosi il marchesato ad un titolo, anche il tribunale vicariale venne soppresso da Ferdinando III e aggregato a quello di Bagnone. Anton Giulio ottenne solo il titolo onorario di rappresentante del Granduca, a cui spettava il reale esercizio del potere sul territorio. Anton Giulio morì a Genova nel 1803 lasciando il marchesato al figlio Ridolfo, il quale nel 1806 abbracciò la vita clericale e lo cedette al fratello Anton Giulio, il quale poté godere per poco tempo del feudo, dal momento che nel 1807 la Regina Maria Luisa di Etruria fu costretta a cedere ai francesi il suo regno e per le leggi napoleoniche (pubblicate a Firenze nel 1808), tutti i feudi vennero soppressi e "ad Antonio di Marchese non rimase che il titolo". Con il ritorno allo status quo ante nel 1815 i figli di Anton Giulio, furono ben visti dal nuovo governo, ma non integrati nei loro diritti.

1. Eugenio Branchi, Storia della Lunigiana Feudale, vol. l, p. 618.
2. Eugenio Branchi, cit., vol. l, p. 630.
 

Immagini disponibili:

Feudo di Groppoli
 
A.S.G. Confinium, filza 105, mazzo 12.Disegno del feudo di Groppoli eseguito da Matteo Vinzoni (sec. XVIII).
 
A.S.F. Piante (Confini), filza 155, sez. VIII n° 1 (1839).
 
Mappa redatta da Matteo Vinzoni nel 1728con i confini e i termini del marchesato di Groppoli
 
Groppoli in veduta
 
Sezione trasversale nord-sud del Castello
 
 
 
Palazzo Brignole Sale
 
Palazzo Brignole Sale
 
Palazzo Brignole Sale
 
Palazzo Brignole Sale
 
 
Chiesa di Gavedo
 
 
Il disegno per il campanile di Groppoli del Vinzoni.
 
La Chiesa antica di Groppoli nella planimetria del Vinzoni.
 
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