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Biografie
 
ALA PONZONE, Fabio
ALCALÁ GALIANO, Dionisio
BAUZÁ Y CAÑAS, Felipe
BRAMBILLA, Fernando
BUSTAMANTE Y GUERRA, José de
CARDERO, José
CEVALLOS Y BUSTILLO, Ciriaco
ESPINOSA Y TELLO DE PORTUGAL, José Francisco de
GUÍO, José
GUTIÉRREZ DE LA CONCHA, Juan
HAENKE, Tadeo
NEÉ, Luis
PINEDA Y RAMÍREZ, Antonio
POZO, José
RAVENET, Juan
VALDÉS Y FLORES, Cayetano
VERNACCI Y RETAMAL
VIANA, Francisco Javier de


ALA PONZONE, Fabio (1770-1817)

Nacque a Cremona (Lombardia, Italia) da una famiglia di antica nobiltà lombarda (il cognome, allora, aveva la forma Ali Ponzoni). Il cappellano della famiglia - l'ex gesuita Ramón Ximénez de Cernabe - diresse i suoi primi studi. Il 5 maggio 1787 fu ammesso nell'Accademia dei Guardiamarina di Cadice, con uno speciale permesso reale, dato che non aveva ancora compiuto i 18 anni. La famiglia Ala Ponzone era lontanamente imparentata con quella Malaspina (tramite Giovanni Sforza d'Aragona, viceré di Sicilia) e ciò spiega perché Alessandro, non appena rientrato a Cadice dopo il periplo con la fregata «Astrea», decise di far partecipare il giovane alla spedizione. Fabio partecipò all'intera impresa, tuttavia il Comandante non doveva esser molto soddisfatto della sua condotta, poiché verso la metà del viaggio lo trasferì sulla «Atrevida», agli ordini di José Bustamante. Dopo l'arresto di Malaspina, Fabio fu rinviato al dipartimento di Cadice e quasi subito, imbarcato sulla fregata «Juno», fu destinato al Golfo del Messico. Dal 1796 a 1802 Fabio compì alcune missioni nelle Antille. Agli ordini di Ciriaco Cevallos si occupò dei rilevamenti cartografici del Seno Mexicano. Terminati tali lavori, fu destinato a Veracruz – tracciò la carta idrografica di quel porto – ove, in seguito, comandò le Matrículas del Mar, le lance cannoniere, il corpo degli ingegneri e la Capitaneria di Porto. Occupava il proprio tempo libero nella compilazione di un Diccionario Geográfìco de América, una parte del quale oggi si conserva, inedita, negli archivi del Centro "Alessandro Malaspina" di Mulazzo. Nel 1815 ricevette il permesso di ritornare in Europa, ebbe una licenza dalla Real Armada e tornò in Italia, ove morì improvvisamente due anni dopo... mentre accompagnava una dama alla carrozza!

Bibliografia

D. MANFREDI, «Un nobile cremonese nella Spedizione Malaspina: il cav. Fabio dei conti Ala e marchesi Ponzone», Rivista Araldica, LXXXV, fase. 831, aprile-giugno 1987, pp. 86-96.
D. MANFREDI, «Inventari dei fondi "Ala Ponzone" e "Ramón Ximénez" conservati nell'Archivio del Centro "Alessandro Malaspina" della Spezia», Giornale Storico della Lunigiana, Nuova Serie, XL-1989 (1993), pp. 135-160.
D. MANFREDI, «Noticias sobre unos inéditos geográficos del ofìcial de la Real Armada Fabio Ala Ponzone (1770-18», Latinoamérica. Territorios y países en el umbral del siglo XXI, Tarragona, 1993, pp. 235-238.
D. MANFREDI, «Fabio Ala Ponzone, oficial de la Expedición Malaspina, en la costa noroeste de América», Derroteros de la Mar del Sur, Lima, IlI (1995), pp. 83-96.
D. MANFREDI, Alessandro Malaspina e Fabio Ala Ponzone. Lettere dal Vecchio e Nuovo Mondo (1877-1803), Bologna, Il Mulino, 1999, 488 pp.


Testo di Blanca Sáiz, versione italiana di Dario Manfredi.

ALCALÁ GALIANO, Dionisio (1762-1805)
Nativo di Cabra (Córdoba). Ufficiale della Real Armada. Nel 1784 iniziò a lavorare alle dipendenze di Vicente Tofiño e l'anno seguente fece parte della spedizione di Antonio de Córdoba allo Stretto di Magellano, con la fregata «Santa María de la Cabeza». Nel 1788 fu ancora con Tofiño, impegnato nella cartografia delle Azzorre e nel 1789 salpò per le Americhe con la Spedizione Malaspina, durante la quale si impegnò in lavori idrografici, cartografici ed astronomici. Nel 1792, unitamente al collega Cayetano Valdés, con le golette «Sutil» e «Mexicana», realizzò una campagna nello Stretto di Vancouver, alla ricerca del passaggio del nord-ovest descritto da Fuca. Rientrato in patria, scrisse una relazione nella quale dimostrava l'inesistenza del passaggio. In Spagna, dal 1794, propose che si tracciasse un atlante topografico della penisola, ma tale impresa - come anche la pubblicazione delle relazioni della spedizione, non ebbe alcun esito a causa dei sospetti che la disgrazia di Malaspina, di riflesso, fece ricadere sui suoi più fidi collaboratori. In effetti, Alcalá Galiano fu buon amico di Malaspina. L'ufficiale perì nella battaglia di Trafalgar, al comando del vascello «Bahama».
Bibliografia
J. SALVÁ, Alcalá Galiano, Cartagena, Imprenta del Departamento Marítimo Cartagebìna, s.d.154 pp.
J. KENDRICK - R. INGLIS, Voyages des lumières. Malaspina et Galiano sur la Côte Nord Ouest. 1791-1792, Vancouver, Vancouver Maritime Museum Society, 1991, 82 pp.
D.C. CUTTER, Malaspina & Galiano. Spanish Voyages to the Northwest Coast. 1791 & 1792, Vancouver-Toronto, Douglas & Mclntyre, 1991, 160 pp.
J. KENDRICK, «Dionisio Alcalá Galiano, un egabrense insigne», M. PALAU – A. OROZCO (eds.), Malaspina '92 I Jornadas lnternacionales: Madrid - Cádiz - La Coruña, Cádiz, Real Academia Hispano-Americana, 1994, pp. 209-214.
J. KENDRICK (ed), The last Spanish Exploration of the Northwest Coast of America The Voyage of Sutil and Mexicana. 1792, Spokane, The Arthur Clark Company, 1991, 260 pp.

Dario Manfredi

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BAUZÁ Y CAÑAS, Felipe (1764-1834)
Nacque a Palma de Mayorca, entrò giovanissimo nella Real Escuela dei Piloti di Cartagena. Dopo alcune esperienze belliche, dal 1785 al 1787 lavorò alle dipendenze di Vicente Tofiño e poscia ottenne la cattedra di Fortificazioni e Disegno presso l'Accademia dei Guardiamarina di Cadice. Fu scelto da Malaspina quale direttore della cartografia della spedizione e, dopo il rientro a Cádiz, si occupò per qualche tempo del completamento delle carte elaborate durante il viaggio. Dopo il sequestro di tutti i materiali inerenti alla spedizione, fu destinato alla fregata «Mahonesa» e quindi catturato dagli Inglesi. Liberato qualche mese dopo, fu nominato condirettore (in subordine ad Espinosa) del Depósito Hidrográfico e mantenne tale ufficio fino al maggio 1809, epoca in cui si trasferì a Cadice, sottraendo con uno stratagemma alcune casse di documenti che i generali francesi intendevano portare a Parigi. Rientrato a Madrid dopo la caduta del regime napoleonico, riprese i suoi lavori e, alla morte di Espinosa (1815) fu nominato direttore del Depósito. Nel 1820 fu eletto deputato di Mayorca alle Cortes; avendo assunto posizioni liberali, nel 1823 dovette riparare a Londra e fu condannato a morte in contumacia. Bauzá recò con se molti e notevoli materiali January 3, 2006 copiati nel Depósito Hidrográfico. Graziato, morì improvvisamente nel 1834, proprio mentre si disponeva a rientrare in patria.

Bibliografia
J. LLABRÉS BERNAL, Breve noticia de la labor científica del capitán de navío don Felipe Bauzá y sus papeles sobre América. 1764 - 1834, Palma de Mallorca, Impr. Guasp, 1934, 74 pp.
U. LAMB, «The London years of Felipe Bauzá, Spanish Hidrographer in exile. 1823 -1834», The Journal of Navigation, Royal Institute of Navigation, London, XXXIV, (1981), 3, pp. 319-340.
P. BARBER, «"Riches for the Geography of America and Spain": Felipe Bauzá and his topographical collection, 1789-1848», The British Library Journal, XII (1986), 1, pp. 28-57.
A. DAVID, «Felipe Bauzá and the British Hydrographic Office. 1823-1834», M. PALAU - A. OROZCO (eds.), Malaspina '92. Jornadas Internacionales: Madrid - Cádiz – La Coruña, Cádiz, Real Academia Hispano Americana, 1994, pp. 235-242.
C.A. BAUZÁ, «Felipe Bauzá director de cartas y planos de la Expedición Malaspina», M. PALAU - A. OROZCO (eds.), Malaspina '92. Jornadas Internacionales: Madrid - Cádiz - La Coruña, Cádiz 1992, Cádiz, Real Academia Hispano Americana, 1994, pp. 205 - 208.
ID., «Alejandro Malaspina, Felipe Bauzá y la expedición "alrededor del mundo"», B. SÁIZ (ed.), Malaspina '93. Alessandro Malaspina e la sua spedizione scientifica 1789-1794. Atti del Congresso Internazionale nel Bicentenario della massima impresa di Alessandro Malaspina, Mulazzo - Cadice, Centro "Alessandro Malaspina" e Real Academia Hispano Americana, 1995, pp. 207-228.
D. MANFREDI - S. VALETTINI, Dodici lettere inedite di Felipe Bauzá y Cañas ad Alessandro Malaspina, Mulazzo, Centro di Studi Malaspiniani, 1995, pp. 5+ n.n.

Dario Manfredi
BRAMBILLA, Fernando (1763-1834)
Pittore lombardo (nato probabilmente a Fara di Gera d'Adda o nelle immediate vicinanze). Studiò pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera. Quando Malaspina - che aveva iniziato la spedizione con i disegnatori José del Pozo e José Guio - comprese che occorrevano artisti dotati di maggiore versatilità, si rivolse al fratello Azzo Giacinto ed agli amici Paolo Greppi e Francesco Melzi d'Eril, tramite i quali poterono essere arruolati Brambilla e Giovanni Ravenet. I due raggiunsero la spedizione ad Acapulco. Specializzato nella prospettiva, Brambilla eseguì molte vedute di Guam, Filippine, Macao, Isole degli Amici, Perù, Cile ed Argentina, superando in perizia ogni altro grafico della spedizione. Rientrato in Spagna collaborò all'incisione in rame dei suoi disegni e nel 1798 fu nominato Pintor de Cámara de S.M. Nel 1814 fu nominato direttore dell'Accademia di S. Fernando. Nel 1821 fu incaricato di dipingere una serie di vedute dei Reales Sitios, ed a tale compito attese fino alla morte.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la Expedición de Alejandro Malaspina, Madrid, Real Academia de la Historia, 1982, 2 voll.; v. vol. I, pp. 99-121.
P. BARBER, «Malaspina and George III. Brambila and Watling three rediscovered drawings of Sydney and Parramata», M. PALAU - A. OROZCO A. (eds.), Malaspina '92. I Jornadas Internacionales: Madrid - Cádiz - La Coruña, Cádiz, Real Academia Hispano Americana, 1994, pp.356-374.
E. SOLER, «Fernando Brambila, pintor de cámara de Carlos IV», E. GIMÉNEZ - M.A. LOZANO - J.A. RÍOS (eds.), Españoles en Italia e Italianos en España, Alicante, Universidad de Alicante, 1996, pp. 27-38.

Dario Manfredi

BUSTAMANTE Y GUERRA, José de (1759-1825)

Nativo di Corvera de Toranzos (Cantabria), entrò nell'Accademia dei Guardiamarina di Cadice nel 1770. Al termine del corso si imbarcò sulla «Santa Inés»; la nave era diretta alle Filippine, ma fu catturata da una nave da guerra inglese. Dal 1789 al 1794, al comando della corvetta «Atrevida», partecipò alla Spedizione Malaspina; il suo diario, riguardante i tratti di viaggio compiuti separatamente dalla «Descubierta», fu pubblicato nel 1868. Rientrata la spedizione in Spagna, seguitò a lavorare al fianco di Malaspina ed ebbe la promozione a brigadiere d'armata. Nel 1796 fu nominato governatore politico e militare del Paraguay e comandante generale del Río de la Plata. Otto anni dopo, tornando in Spagna al comando di una squadra di quattro fregate, fu catturato con tutte le navi da una squadra inglese. Liberato in seguito, fu sottoposto a processo militare ma potè uscirne a testa alta. Nel 1810 fu nominato capitano generale del Guatemala, incarico che espletò fino al 1819.

Bibliografia
E. BEERMAN, «José de Bustamante, capitán de la "Atrevida"», M. PALAU - A. OROZCO (eds.), Malaspina '92. Jornadas Internacionales: Madrid - Cádiz - La Coruña, Cádiz, Real Academia Hispano Americana, 1994, pp. 199 -204.
E. BEERMAN, «Don José de Bustamante. Su carrera tras la llegada de la expedición científica a Cádiz», A. Orozco - M. PALAU - J.M. CASTANEDO (eds.), Malaspina y Bustamante '94. II Jornadas Internacionales Conmemorativas del regreso de la Expedición a Cádiz. 1794-1994, Cádiz - Santander, Real Academia Hispano Americana - Astilleros de Guarnizo, 1996, pp. 88-91.

Dario Manfredi

JOSÉ CARDERO (1766 - ?)
Nacque a Ecija, Siviglia. Si imbarcò come volontario nell'Armada nel 1782 e rimase con le batterie galleggianti nella base di Gibilterra. Tre anni prima della spedizione Malaspina, viaggiò a bordo della fregata Loreto e realizzò piante e disegni delle coste della Spagna e del Portogallo agli ordini di Tofiño tra il 1787 e il 1788, fu membro dell'equipaggio della Descubierta e arruolato come pittore della spedizione poiché l'artista José del Pozo fu sbarcato a Callao. I suoi primi disegni sono di Guayaquil, Nicaragua e Panama. In Messico, Alaska e Canada si dedicò a quelli della Historia Natural, benché realizzasse anche vedute e scene di vita dei nativi. Nel 1792 fu destinato alla spedizione delle golette Sutil e Mexicana allo stretto di Fuca, di cui realizzò diverse vedute, scene di vita e ritratti dei nativi, stampati a Madrid da Fernando Selma, per illustrare la relazione del viaggio nel 1802.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la expedicíon de Alejandro Malaspina (I). Madrid, Real Accademia de la Historia, 1982, 2 voll.


CEVALLOS Y BUSTILLO, Ciriaco (1767 ca. – 1816 ca.)
Nativo di Quijano, nel 1779 fu ammesso alla Escuela de Guardias Marinas di Cartagena. Dieci anni dopo partecipò alla spedizione magellanica della fregata «Santa María de la Cabeza», comandata da Antonio de Córdoba. Nel 1791, unitamente a José Espinosa, viaggiò al Messico e, ad Acapulco, si unì alla Spedizione Malaspina, nella quale gli furono affidati lavori cartografici. Rientrato in Spagna, seguitò a lavorare alla sistemazione dei risultati del viaggio fino all'arresto di Malaspina. Nel 1798 scrisse una confutazione del preteso viaggio di Lorenzo Ferrer Maldonado attraverso lo Stretto di Anian. In seguito gli fu commissionata la cartografia del Golfo del Messico ed a tali rilevamenti lavorò per qualche anno, avendo alle proprie dipendenze, fra altri, Fabio Ala Ponzone e Jacobo Murphy, anch'essi reduci dalla Spedizione Malaspina. Per motivi mai ben chiariti Cevallos abbandonò la Real Armada e, verso il 1808, si trasferì a New Orleans (che già apparteneva agli Stati Uniti d'America), ove morì, probabilmente nel 1816, avendo sempre il pensiero rivolto alla Spagna.

Bibliografia
J.A. DEL RÍ0 - A. DEL RÍO, Marinos ilustres de Santander, Santander, 1881, pp. 247-265.
E. BELLOTTI - D. MANFREDI, Contributo alla biografia di Ciriaco Cevallos (Lettere inedite 1803-1814), Mulazzo, Centro di Studi Malaspiniani, 1993, 14 pp.
M. PALAU BAQUERO, «Ciriaco Cevallos y Antonio de Tova, dos montañeses en el Pacífico», A. OROZCO M. PALAU - J.M. CASTANEDO (eds.), Malaspina y Bustamante '94. II Jornadas Internacionales Conmemorativas del regreso de la Expedición a Cádiz. 1794-1994, Cádiz - Santander, Real Academia Hispano Americana - Astilleros de Guarnizo, 1996, pp. 134-143.

Dario Manfredi

ESPINOSA Y TELLO DE PORTUGAL, José Francisco de (1763-1815)
José de Espinosa iniziò la carriera nella Real Armada nel 1778, partecipò alla presa di Pensacola ed alla battaglia navale di Capo Espartel, dopo di che lavorò alle dipendenze del cartografo Vicente Tofiño y Sanmiguel presso l'osservatorio di Cadice. Con altri tre giovani ufficiali preparò nel 1787 un piano di viaggio scientifico, al quale però venne preferito quello redatto da Malaspina e Bustamante nell'anno successivo. Espinosa fu arruolato per la spedizione di costoro e collaborò attivamente alla fase preparatoria, ma, nel luglio 1789, motivi di salute gli impedirono di imbarcarsi con i colleghi, per cui raggiunse la spedizione ad Acapulco. Dopo tale impresa Espinosa divenne aiutante di campo dell'ammiraglio José de Mazarredo e nel 1797 fu nominato direttore del Depósito Hidrográfico di Madrid, che, sotto la sua guida, cominciò a pubblicare carte e relazioni. In seguito ebbe anche la nomina a segretario del Consiglio dell'Ammiragliato, fino a che, nel 1808, non volendo riconoscere l'autorità del re Giuseppe Bonaparte, lasciò ogni incarico e si portò a Siviglia, ove il governo patriottico lo incaricò di trasferirsi in Inghilterra onde proseguire in quei lavori cartografici che, nella Spagna invasa dalle truppe napoleoniche, erano divenuti impossibili. Espinosa rientrò in patria solo nel 1815 e subito riassunse la direzione del Depósito Hidrográfico, ma morì pochi mesi dopo.

Bibliografia
J. ESPINOSA Y TELLO, Memorias sobre las observaciones astronómicas hechas por los españoles en distintos lugares del globo, los cuales han servido de fundamento para las cartas de marear publicadas por la Dirección de los Trabajos Hidrográficos de Madrid, Madrid, Imprenta Real, 1809, voll. 2.
M. FERNÁNDEZ DE NAVARRETE, «Don Joseph de Espinosa», Correspondance Astronomique, Géographique, Hydrographique et Statistique du Baron de Zach, XIII (1825), III, pp. 274-278).
P. CUESTA DOMINGO, «Información novohispana de Espinosa en su participación en el viaje de Malaspina», Atti del Convegno «Alessandro Malaspina nella cultura del suo tempo», Memorie della Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini, Classe di Scienze Storiche e Morali, LIX (1989), pp. 197-204.
N. CUESTA DOMINGO, N., «Espinosa y Tello y su viale complementario al de Malaspina», MARTIN FERRERO, P. (ed.), Actas del simposium CCI aniversario nacimiento de Joseph Celestino Mutis, Cádiz, Diputación Provincial de Cádiz, 1986, pp.197-204.

Dario Manfredi
JOSÉ GUÍO
Fu assoldato come pittore di disegno botanico e di dissezione animale nel 1789 per partecipare alla spedizione Malaspina, su raccomandazione di Antonio Pineda, responsabile della Historia Natural. Lavorò intensamente fino in Messico, dove a causa della sua malattia e dell'eccessiva spesa che comportava mantenere un pittore dedicato esclusivamente alla botanica, secondo l'opinione di Malaspina, venne sbarcato. Al ritorno della spedizione in Spagna nel 1795, alcuni dei suoi membri fornirono informazioni favorevoli su Guío e sul suo talento artistico, ma non si concluse positivamente il contratto proposto da Casimiro Gómez Ortega, direttore del Giardino Botanico di Madrid, perché portasse a termine alcuni dei disegni delle collezioni portate dalla spedizione. Nel 1796 viaggiò a Cuba nella spedizione del conte di Mopox e Jaruco.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la expedicíon de Alejandro Malaspina (I). Madrid, Real Accademia de la Historia, 1982, 2 voll.


J. GUTIÉRREZ DE LA CONCHA (1760-1810)
Nativo di Santander, prese parte a numerose operazioni militari nel Mediterraneo. Si imbarcò con la spedizione Malaspina a Cadice nel 1789. Nel 1794, su ordine di Malaspina, si fermò a Montevideo per studiare attentamente la costa patagonica insieme al pilota Juan de Inciarte. Partecipò con altri ufficiali alla commissione per la demarcazione dei limiti dei possedimenti tra Spagna e Portogallo, sulla riva orientale del Rio de la Plata. Nel 1805 fu nominato comandante del distretto marittimo di Barragán e un anno più tardi governatore intendente della provincia di Córdoba de Tucumán. Si distinse nella difesa di Buenos Aires dagli inglesi. Fu fucilato nel 1810 dagli insorti antispagnoli a Cabeza de Tigre.

Bibliografia
M. D. HIGUERAS, Northwest Coast of America. Iconographic Album of the Malaspina Expedition. A Study by Madrid, Museo Naval, Lunwerg, 1991.
HAENKE, Tadeo (Kreibitz, 1761 - Cochabamba, 1817)
Botanico e naturalista boemo. Compì gli studi nelle università di Vienna e Praga, allievo di Born. Raggiunse la Spedizione Malaspina a Valparaíso e lavorò assiduamente in Perú, Ecuador, America centrale, Messico, Alaska, Filippine ed Isole del Vavao. Nel 1793 si fermò al Callao (Lima, Perú) per proseguire le proprie raccolte botaniche, che, in effetti seguitò ad inviare periodicamente. Infine si stabilì a Cochabamba (Bolivia). Era anche un buon musico e lasciò interessanti appunti sui canti indigeni di alcune regioni.

Bibliografia
L.H. DESTÉFANI - D.C. CUTTER, Tadeo Haenke y el final de una vieja polémica, Buenos Aires, Secretaría de Estado de Marina, 1966, 163 pp.
J. AUBELT, «Haenke, Born y Banks», Ibero-Americana Pragensia, Praga, IV (1970), pp. 179-198.
J. POLISENSKY, «La obra americanista de Tadeo Haenke y su memoria sobre los ríos navegables», Ibero-Americana Pragensia, Praga, IV (1970), pp. 199-208.
V. IBÁÑEZ, «Nuevas aportaciones a la investigación haenkeana», La botánica en la Expedición Malaspina. 1789-1794, Madrid, Lunwerg, 1989, pp. 47-58.
V. IBÁÑEZ (ed.), Trabajos científicos y correspondencia de Tadeo Haenke, La Expedición Malaspina. 1789-1794, vol. IV, Madrid, Ministerio de Defensa – Museo Naval - Lunwerg, s.d. [1992], 330 pp.
O. KASPAR, «Naturalista Tadeo Haenke y su interés etnográfico por América.», Annals of the Náprstek Museum, Praga, vol. 13, 1985, pp. 187-200.
O. KASPAR, «Tadeo Haenke y sus fondos documentales en Bohemia», La Botánica en la Expedición Malaspina, 1789-1794. Madrid, Real Jardín Botánico, Quinto Centenario, Turner, 1989, pp. 80-84.
V. IBAÑEZ, «Las reliquias botánicas y etnográficas de Tadeo Haenke en Praga», M. PALAU – A. OROZCO (eds.), Malaspina '92 I Jornadas lnternacionales: Madrid - Cádiz - la Coruña, Cádíz, Real Acadecia Hispano-Americana, 1994, pp. 79-98
V. IBAÑEZ, «Primer inventario del fondo documental 'Tadeo Haenke' en el Real Jardín Botánico de Madrid», La Botánica en la Expedición Malaspína. 1789- 1794, Madrid, Lunwerg, 1989, pp. 191-206

Dario Manfredi
NEÉ, Luis (1734 ca. - 1807)
Botanico francese. Su di lui non si hanno molte notizie. Lavorava nel Jardín de La Priora de la Real Bótica, quando Antonio Pineda propose che venisse chiamato a partecipare alla Spedizione Malaspina. Accettò, si imbarcò sulla corvetta «Atrevida», e raccolse piante in Uruguay, Argentina, Cile, Perú ed Ecuador. Accompagnato da Pineda viaggiò nell'interno del Messico; nelle Filippine compì studi sulla botanica delle isole di Luzón e Mindanao. Raccolse specie nuove a Dusky Bay ed a Botany Bay; quindi, sbarcato a Talcahuano, attraversò la cordigliera andina e la pampa, per riunirsi al resto della spedizione a Buenos Aires. Di nuovo in Spagna, si affannò per anni in tentativi vari (non sempre coronati da successo) per pubblicare i risultati delle sue ricerche. Una parte dell'erbario da lui raccolto si conserva nel Real Jardín Botánico di Madrid.

Bibliografia
F. MUÑOZ GARMENDIA (ed.) Diarios y trabajos botánicos de Luis Neé, Vol. III di La Expedición Malaspina 1789-1794, Madrid, Ministerio de Defensa - Museo Naval - Lunwerg, s.d. 1993, 416 pp.

Dario Manfredi

PINEDA Y RAMÍREZ, Antonio (Guatemala, 1751 - Luzón, 1792)
Ufficiale dell'esercito e naturalista. Scientificamente si formò sotto la guida di Casimiro Gómez Ortega, direttore del Jardín Botánico di Madrid. Ebbe l'incarico di coordinare tutti i lavori naturalistici della Spedizione Malaspina. Durante la sosta della spedizione a Montevideo, Pineda conobbe il naturalista Félix de Azara e questi gli consegnò molti manoscritti sulla zoologia del Paraguay e del Río de la Plata, che risultarono assai utili. Nell'isola di Luzón, spintosi nell'interno, in una zona estremamente malsana, si ammalò mortalmente. I suoi manoscritti furono affidati al fratello Arcadio - anch'egli ufficiale della spedizione - che però non disponeva delle cognizioni necessarie per riordinarli convenientemente, cosicché apparvero, parzialmente, solo molti anni dopo. Malaspina, nelle ultime pagine del suo diario di viaggio, scrisse un ammirato elogio della figura di Pineda.

Bibliografia
M.D. HIGUERAS RODRÍGUEZ, «Don Antonio Pineda y la Expedición Malaspina», La Expedición Malaspina 1789-1794. Viaje a América y Oceanía de las corbetas "Descubierta" y "Atrevida", Madrid, Ministerio de Cultura - Ministerio de Defensa, 1984, pp. CXXII-CXXX.
A. GALERA GÓMEZ, La Ilustración española y el conocimiento del Nuevo Mundo. Las Ciencias Naturales en la Expedición Malaspina: la labor científica de Antonio Pineda, Madrid, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, 1988, 277 pp.
A. GALERA GÓMEZ, «La Botánica en el proyecto científico de Antonio Pineda», La Botánica en la Expedición Malaspina, Madrid, Lunwerg, 1989, pp. 38-46.
A. GALERA GÓMEZ, «Antonio Pineda y el proyecto científico de la expedición Malaspina», La ciencia española en ultramar. Actas de las I Jornadas sobre "España y las expediciones científicas en América y Filipinas", Aranjuez, Doce Calles, 1991, pp. 257-264.

Dario Manfredi



POZO, José (m. 1821)

Nacque a Siviglia. Figlio di Pedro del Pozo, direttore della Scuola Reale di Belle Arti di Siviglia. L'amicizia della sua famiglia con Francisco Bruna uditore del Tribunale di Siviglia, lo portò a essere raccomandato a Malaspina per unirsi alla spedizione. Fu impiegato come pittore di prospettiva e botanica, però il suo atteggiamento indolente ed il suo scarso rendimento provocarono il suo sbarco al Callao. Si fermò ad abitare a Lima, dove stabilì una amicizia con il Vicerè Gil y Lemos. Fondò una Scuola di Pittura che gli valse il riconoscimento e la fama nella alta società di Lima.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la Expedición de Alejandro Malaspina (I), Madrid, Real Academia de la Historia, 1982, 2 voll.
RAVENET, Juan (1766-1821 ca.)
Disegnatore parmense di origine francese. Figlio di Gian Francesco, incisore assai noto nel ducato di Parma, studiò nell'Accademia di Belle Arti della sua città e dimostrò subito una notevole inclinazione per il ritratto. Come il collega Brambilla, si incorporò nella spedizione ad Acapulco, nel 1791. Rientrato in Spagna, Ravenet fu tra coloro che seguirono Malaspina a corte, seguitando a rielaborare gli schizzi riportati dal viaggio. Dopo la disgrazia dell'ufficiale, l'artista incontrò serie difficoltà economiche; tuttavia dal 1798 ottenne di poter lavorare ancora alle dipendenze della Marina, quantunque con salario assai ridotto. Più tardi, colpito da un decreto reale contro gli stranieri che vivevano a Madrid, dovette riparare in Francia; rientrato in Spagna, cessò di vivere a Madrid.

Bibliografia
C. SOTOS SERRANO, Los pintores de la Expedición de Alejandro Malaspina, Madrid, Real Academia de la Historia, 1982, 2 voll.; v. vol. I, pp. 85-95.
D. MANFREDI, «Un artista franco-parmense nella Spedizione Malaspina: Giovanni Ravenet», Archivio Storico per le Province Parmensi, IV Serie, XLI -1989, Parma, 1990, pp. 385-405.
VALDÉS Y FLORES, Cayetano (1768-1835)
Ufficiale della Real Armada. Dapprima imbarcato su navi della squadra di Luis de Córdova, partecipò alle operazioni militari, guidate dal Barceló, contro Algeri. In seguito a richiesta di Antonio Valdés (che era suo zio), fu accettato da Malaspina tra gli ufficiali della spedizione. Quando le corvette navigarono alle Filippine - Cayetano Valdés rimase nel Messico e, con il collega Alcalá Galiano, guidò la spedizione delle golette «Sutil» e «Mexicana» all'esplorazione dello Stretto di Juan de Fuca. Colà gli spagnoli incontrarono George Vancouver, che era intento ai medesimi rilevamenti, e le due spedizioni ebbero modo di collaborare. Rientrato in Spagna, partecipò alle battaglie di Capo San Vicente e Trafalgar al comando rispettivamente dei vascelli «Pelayo» e «Neptuno». Più tardi, inclinato a posizioni liberali, fu nominato governatore e capitano generale di Cádiz, cariche dalle quali cessò con l'abrogazione della costituzione del 1812 da parte di Fernando VII, il quale confinò l'ufficiale per qualche tempo ad Alicante. Attorno al 1820, tentato ancora dalla politica, Cayetano Valdés fu eletto deputato alle Cortes di Cadice; il successivo assolutismo di Fernando VII lo vide ancora perseguitato ed esule in Inghilterra.


Bibliografia
V. GONZÁLEZ CLAVERÁN, La expedición científica de Malaspina en Nueva España. 1798-1794, México, Colegio de México, 1988, pp. 468-470.
J. KENDRICK (ed.), The Voyage of Sutil and Mexicana. 1792. The last Spanish exploration of the northwest coast of America, Spokane, The Arthur Clark Company, 1991, 260 pp.

Dario Manfredi
VERNACCI Y RETAMAL, Juan (1763 - 1810)
Nacque a Cadice da padre italiano e da madre di Sanlúcar. Nel 1780 era Guardiamarina; lavorò agli ordini di Tofiño nella commissione creata per tracciare la mappa delle coste della Spagna. Aggregato alla spedizione fin dall'inizio, si dedicò all'astronomia, al buon funzionamento dei cronometri e alla catalogazione delle stelle. Assieme a Gutiérrez de la Concha costruì la mappa generale delle coste dell'Argentina. Nel 1792 partecipò al viaggio di ricognizione allo Stretto di Fuca come comandante in seconda della Mexicana, assieme a Secundino Salamanca agli ordini di Alcalá Galiano y Valdés. Conclusa al spedizione, andarono verso il Messico e da lì fino all' istmo del Nicaragua per esaminare la possibilità di un passaggio fra il Mar dei Caraibi e l'Oceano Pacifico. Realizzarono una mappa esatta del Golfo di Nicaragua, in si rilevava la navigabilità del fiume San Juan fino all' Atlantico.
Ritornato in Spagna con Galiano, nel 1804 si trovava a Manila la Real Compañía de Filipinas.
Disegnò una mappa dello Stretto di San Bernardino.

Bibliografia
D. MANFREDI, «Un patrizio fiorentino nella Spedizione Malaspina: Giovanni Giuseppe Vernacci y Retamal», Rivista Araldica, LXXXVII (1989), n. 839, pp. 104-109.

Dario Manfredi
VIANA, Francisco Javier de (1765 - 1820)
Nacque a Montevideo quando suo padre, José Joaquin de Viana, era maresciallo di campo e governatore della Banda Oriental.
Si aggregò alla spedizione Malaspina, durante la quale scrisse un diario di viaggio che fu pubblicato dai suoi figli nel 1849. Nella battaglia di Trafalgar si distinse al comando della fregata Trinidad. Partecipò alla difesa di Montevideo durante l'invasione inglese del 1806-1807.
Negli ultimi anni della sua vita occupò le più alte cariche a livello nazionale.

Bibliografia
Diario del teniente de navío don Francisco Xavier de Viana, trabajando en el viaje de las corbetas de S.M.C. «Descubierta» e «Atrevida» en los años de 1789, 1790, 1791, 1792 y 1793. Montevideo, Cerrito de la Victoria: Imprenta del Ejército, 1849 (autografo).
GUILLÉN Y TATO, Julio, “De cómo un teniente de navío fue príncipe de Vavao”. Revista General de Marina, t. 180, marzo 1971, pp. 259-266.
 

Immagini disponibili:

Dionisio Alcalá Galiano
 
Felipe Bauazá y Cañas
 
José de Bustamante y Guerra
 
José Francisco de Espinosa y Tello de Portugal
 
J. Gutiérrez de la Concha
 
Luis Neé
 
Antonio Pineda y Ramírez
 
Cayetano Valdés y Flores
 
Vernacci y Retamal
 
Gli interlocutori culturali Italiani di Alessandro Malaspina: Paolo Greppi
 
Manuel Godoy y Alvarez
 
Jorge Juan y Santacilla
 
Vincente Tofino
 
Antonio de Ulloa
 
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