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Esponenti dell'Illuminismo spagnolo e italiano - Biografie
 
FLORIDABLANCA, José MOÑINO, conde de 
GREPPI, Paolo
GODOY Y ALVAREZ DE FARIA, Manuel
JUAN Y SANTACILLA, Jorge
MELZI D'ERIL, Francesco
RODRÍGUEZ DE CAMPOMANES, Pedro. Conde de Campomanes
ORIANI, Barnaba
RANGONI, Gherardo
SPALLANZANI, Lazzaro
TOFIÑO Y SANMIGUEL, Vicente
ULLOA Y DE LA TORRE-GUIRAL, Antonio
VALDÉS Y BAZÁN, Antonio
VALPERGA DI CALUSO, Tommaso

FLORIDABLANCA, José MOÑINO, conde de (1728-1808)
Statista spagnolo. Nominato da Carlo III membro del Consejo de Castilla, ebbe parte notevole nelle deliberazioni che condussero all'espulsione dei Gesuiti dalla Spagna (1767); ambasciatore presso la Santa Sede nel 1772, creato conte di Floridablanca nel 1773, nel 1777 subentrò a Grimaldi e divenne primo ministro. Il suo governo – che ebbe l'appoggio della migliore intelligenza spagnola - favorì le comunicazioni, le arti, le scienze, l'economia e seguì una saggia politica finanziaria; nei rapporti con l'estero si sforzò di praticare una politica indipendente da quella francese. A Madrid avviò la costruzione dell'osservatorio astronomico e del Gabinetto di Storia Naturale. Promosse la fondazione del Banco di San Carlos, il rilancio della Real Compañía de Filipinas e lo sviluppo della Real Armada. Nel 1792, a causa di intrighi di Manuel Godoy e del conte di Aranda, dovette dimettersi e subì un processo, sotto accusa di malversazioni, che si concluse nel 1795 con la piena assoluzione. Nel 1808, ottantenne, si pose a capo della Junta Central sorta per combattere i francesi.

Dario Manfredi

GREPPI, Paolo (1748-1800)
Di antica famiglia della piccola nobiltà lombarda (il titolo di conte fu concesso da Maria Teresa ad Antonio - il vero artefice dell'immensa fortuna economica della famiglia e padre del nostro personaggio - solo nel 1778), Paolo nacque nel 1748 e, ancor minorenne, dopo aver studiato a Vienna, fu avviato dal padre al commercio ed associato alla casa commerciale Agazzini, che operava in Cadice. Dal 1769 Paolo Greppi costituì una nuova società, con soci che mutarono negli anni, la quale operò con alterne, ma nel complesso buone, fortune fino al 1799. A tale attività Greppi accompagnò ben presto quella diplomatica, essendo stato nominato console generale dell'Impero in Cadice (1774), console della Repubblica di Ragusa (1782) e del Granducato di Toscana; in qualità di console imperiale era anche decano del corpo consolare di Cadice. Curioso ed aperto alle idee del secolo, strinse relazioni amichevoli con le maggiori personalità dell'epoca, fra cui Francesco Melzi d'Eril. A Cadice, sposatosi segretamente con Rita María Díaz y Vivas, Paolo si legò particolarmente agli italiani che colà vivevano - in primis Federico Gravina ed Alessandro Malaspina; con quest'ultimo si mantenne in corrispondenza per tutta la vita. Dal 1788 si trasferì a Madrid, per meglio curare le relazioni pubbliche connesse ai propri commerci, e nel 1791, per effetto delle vicende politiche europee, decise di tornare in Italia, non senza soggiornare, prima, a Parigi ed a Vienna. In Lombardia, già costituitasi la repubblica, fu tanto stimato da Napoleone quanto inviso ai fautori delle tendenze più radicali, sì che ritenne opportuno sottrarsi a dirette responsabilità politiche, preferendo trasferirsi in Toscana e seguitare privatamente ad osservare e commentare con alcuni amici (tra cui Federico Manfredini e Nicólas de Azara) lo sviluppo della politica europea. Nel 1799 Greppi si trasferì a Parigi, ma abbiamo pochissime notizie su tale periodo; sappiamo tuttavia che accettò di entrare nella commissione finanze della Consulta della Repubblica Cisalpina, seggio che occupò per soli due mesi, giacché morì, in Parigi, il 14 settembre del 1800. Dal 1796 operò attraverso vari canali per ottenere la liberazione di Malaspina.

Bibliografia
G. GREPPI, La Rivoluzione Francese nel carteggio di un osservatore italiano (Paolo Greppi), Milano, Hoepli, 1900-1904, voll. 3.
E. GREPPI, «Il conte Antonio Greppi (1722-1799), imprenditore, finanziere, diplomatico nella Lombardia austriaca del Settecento», Archivio Storico Lombardo, CXXI (1995), Milano, Cisalpino, 1996, pp. 399-429.
G. LIVA, «L'Archivio Greppi e l'attività della filiale di Paolo Greppi a Cadice nella corrispondenza commerciale (1769-1799)», Archivio Storico Lombardo, CXXI (1995), Milano, Cisalpino, 1996, pp. 431-487.
AA.VV., «Finanza e politica nell'età di Maria Teresa: Antonio Greppi (1722-1799)», Archivio Storico Lombardo, CXXII (1996), Milano, Cisalpino, 1997, pp. 137-399.

Dario Manfredi

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GODOY Y ALVAREZ DE FARIA, Manuel (1767- 1851)
Di famiglia nobile ma povera, raggiunse rapidamente i più alti gradi nelle Guardie del Corpo, protetto dalla regina Maria Luisa che molti ritennero la sua amante. Tenente generale e capo del governo di Spagna, fu destituito nel 1799 ma rimase a corte come consigliere in ragione anche del suo matrimonio con Maria Teresa di Borbone, figlia naturale dell' infante Luigi. Dal 1801 al 1808 resse nuovamente il governo spagnolo ed infine seguì i suoi sovrani, Carlo IV e Maria Luisa nell' esilio in Italia. Dopo la sconfitta di Napoleone, a causa dell’ostilità manifestata dal re Ferdinando VII, non gli fu permesso il ritorno in patria. Rientrerà in Spagna soltanto nel 1847 per concessione della regina Isabella II.


JUAN Y SANTACILLA, Jorge (1713 - 1773)
Fu ammesso molto giovane nell'ordine dei cavalieri di Malta. Conclusi gli studi di Guardiamarina all'Accademia di Cadice, fu nominato da Filippo V insieme ad Antonio de Ulloa (1734) per far parte della spedizione in Ecuador organizzata dall'Accademia delle Scienze di Parigi per misurare un arco del meridiano terrestre. A Cartagena de Indias si incontrarono con i francesi Louis Godin, Pierre Bouger, Charles La Condamine e Joseph Jussien che completavano la spedizione e i cui lavori durarono nove anni.
Al suo ritorno in Spagna pubblicò le Observaciones astronómicas fìsicas hechas de orden de S.M. en los reinos del Perù con la Relación histórica del viaje, redatta da Antonio de Ulloa. Questa opera fu stampata senza difficoltà grazie all' aiuto prestato dal marchese della Ensenada.
Fu mandato a Londra (1748 ) in missione segreta per conoscere lo stato delle costruzioni navali per riportare in patria strumenti e libri e per contrattare personale specializzato su incarico di Ensenada.
In Spagna organizzò un piano generale di costruzioni navali e un progetto per la direzione degli arsenali.
Come direttore della Accademia dei Guardiamarina di Cadice (1752) organizzò con Tofiño e Godin una Asamblea Literaria Amistosa, che costituì la base della Reale Società di Scienze di Madrid, già nei progetti del marchese della Ensenada.
A Cadice creò un osservatorio astronomico e pubblicò un Compendio di Navegación per la scuola dei Guardiamarina. A quest'epoca era commendatore di Aliaga dell'ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Malta. Nel 1796 fu nominato ambasciatore in Marocco. Nel 1770 preparò i piani di studio del Seminario Reale dei Nobili di Madrid e un progetto per la creazione dell' Osservatorio Astronomico di Madrid che fu portato a termine molti anni più tardi.


MELZI D'ERIL, Francesco (1753-1816)
Uomo politico di vasta e aperta cultura (viaggiò in Francia, in Inghilterra, in Spagna), assertore di un liberalismo moderato, nel 1796 dovette subire persecuzioni da parte di estremisti della Repubblica Cisalpina, ma nella primavera del 1797 Napoleone lo volle membro del Comitato di Finanza. Melzi rappresentò la Repubblica Cisalpina nel Congresso di Rastadt, ma si ritirò nei suoi possessi di Spagna dopo il fallimento del congresso. Avverso al regime repubblicano, avrebbe voluto un forte stato monarchico nell'Italia settentrionale, equilibratore tra Francia ed Austria; tuttavia, quando Napoleone costituì la Repubblica Italiana (Comizi di Lione: 1802), accettò di esserne il vicepresidente (presidente era lo stesso Napoleone). Con l'avvento del Regno Italico cessò da ogni carica. Nel 1807 ebbe il titolo di Duca di Lodi. Assai amico di Paolo Greppi, ebbe sicuramente un ruolo importante nella liberazione di Alessandro Malaspina. Durante la sua vicepresidenza affidò a Malaspina alcuni incarichi pubblici (ispezione delle coste adriatiche della Repubblica, costituzione di un cordone sanitario...) e ne ascoltò il parere.

Dario Manfredi

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RODRÍGUEZ DE CAMPOMANES, Pedro. Conde de Campomanes (1723-1803)
Politico, giureconsulto ed economista, nel 1748 entrò alla Academia de la Historia partecipando attivamente al progetto del dizionario geografico e nel 1762 fu nominato Procuratore del Re nel Consiglio Supremo di Castiglia.
Il suo interesse per l'agricoltura e per la distribuzione delle terre dal punto di vista legale lo portò a scrivere il Tratado de la regaliá de amortización (1765).
Fu fondatore della Sociedad Económica de Amigos del País e lavorò nella sezione agricola della Sociedad Económica Matritense.
Incaricato di presiedere il Consejo de La Mesta, visitò le sue zone di influenza, realizzando una esauriente relazione tecnica su tale istituzione, sui suoi vantaggi e sui suoi inconvenienti.
Oltre a contribuire alla flessibilità e all'agibilità del commercio con mezzi che favorivano gli industriali i commercianti e gli agricoltori, prese parte alla riforma dei piani di studio delle università e in collaborazione con il Conte di Aranda, contribuì all'espulsione dei Gesuiti e alla distribuzione delle loro biblioteche a centri di studio ufficiali.
Dal 1786 occupò di fatto la Presidenza del Real Consejo Supremo de Castiglia. Nel 1789 aprì le Cortes portando a votazione la riammissione della legge che permetteva alle donne di governare e che Filippo V aveva abrogato. Le Corti votarono a favore però Carlo IV non la ratificò.
La sua influenza decadde durante il regno di Carlo IV a favore del Conte di Floridablanca e nel 1791 si dimise da tutti gli incarichi e si ritirò a vita privata. Il catalogo completo delle sue opere fu pubblicato da Sempere y Guarinos nella Bibliografía de los escritores del reinado de Carlos III.


ORIANI, Barnaba (1752-1832)
Astronomo e geodeta. Direttore della specola di Brera, a Milano, assolse molti importanti incarichi in Italia e all'estero, specie sotto Napoleone, che lo colmò di onori. Notevoli le sue ricerche sulla rifrazione astronomica, sull'obliquità dell'eclittica, sulle teorie orbitali ecc. ; ma la sua massima ricerca è quella relativa al pianeta Urano, scoperto da W. Herschel nel 1781, di cui l'Oriani fu assiduo osservatore e calcolatore degli elementi orbitali, fino alle tavole pubblicate nel 1793. 

Dario Manfredi

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RANGONI, Gherardo (1744-1815)
Di antica e nobile famiglia modenese, frequentò il Collegio de' Nobili di Parma e terminò gli studi presso l'Accademia di Savoja a Vienna. Nel 1773 Francesco III d'Este, duca di Modena, lo nominò ministro del Collegio d'Educazione dei Nobili e membro del dicastero che gestiva l'Università degli Studi. In tali istituti introdusse profonde riforme, volte allo sviluppo di varie discipline, sia umanistiche che scientifiche. Il duca Ercole III, non appena succeduto al padre, lo volle ministro per gli Affari Interni. Anche in tale attività Rangoni si distinse per lo zelo riformatore: modificò il Codice Civile, liberalizzò il commercio dei grani, soppresse l'Inquisizione (nella cui sede istituì l'Accademia di Belle Arti), si oppose alla manomorta ecclesiastica, aprì cimiteri. In tale periodo fondò un'accademia di scienze - con sede nel proprio palazzo - che fu frequentata dai migliori ingegni modenesi (Girolamo Tagliaboschi, Giovan Battista Vandelli, Michele Rosa...). Allontanatosi (o allontanato) dal governo, per qualche tempo attese alle proprie faccende ma, alla discesa dell'esercito francese, Ercole III, prima di abbandonare il suo stato, istituì una Reggenza amministrativa e vi pose a capo il Rangoni. Con l'avvento della repubblica, lo statista abbandonò Modena (1797) e si trasferì a Vienna, ove ebbero termine i suoi giorni. Lasciò scritti di filosofia, diritto, economia e storia.

Bibliografia
G.B. VENTUNI, Memoria intorno alla vita del marchese Gherardo Rangone [sic] letta al Cesareo-Regio Istituto di Scienze in Milano il giorno XIC dicembre MDCCCXVI dal cavaliere..., Modena, Eredi Soliani, 1818, 68 pp.

Dario Manfredi

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SPALLANZANI, Lazzaro (1729-1799)
Biologo, sacerdote. Professore nel collegio di Reggio nell'Emilia, poi nell'Università di Modena (1763); dal 1769 tenne la cattedra di scienze naturali nell'Università di Pavia. Applicò con rara perizia il metodo sperimentale ad alcuni dei più vasti ed importanti problemi della biologia, raggiungendo risultati di fondamentale importanza, che sono ancora considerati fra i più significativi della biologia moderna. Eseguì numerose ricerche sulla generazione e la respirazione degli anfibi. Delle moltissime opere minori, sono degni di ricordo gli studi sulla facoltà dei pipistrelli di orientarsi nell'oscurità e di evitare gli ostacoli, capacità di cui soltanto in questi ultimi anni si è trovata la spiegazione; gli studi sull'elettricità delle torpedini; le ricerche di biologia marina (eseguite a Portovenere le riflessioni sull'animalità delle spugne; le molte osservazioni relative alla zoologia descrittiva, alla mineralogia, alla geologia, alla fisica, ecc. contenute nelle relazioni dei suoi viaggi (Viaggio alle Due Sicilie, 1792-97; Viaggio in Oriente). In tutte le opere dello Spallanzani si ammira, oltre all'eccellenza della sperimentazione e alla precisa e chiara posizione dei problemi in senso scientifico, senza concessioni alle interpretazioni metafisiche, la notevole maestria dello scrittore. Ad Alessandro Malaspina, che gli aveva chiesto orientamenti sulle ricerche zoologiche da compiersi durante la spedizione, inviò un lungo scritto.

Bibliografia
M. JIMENÉZ DE LA ESPADA, «Un autógrafo del abate Spallanzani», Anales de la Sociedad Española de Historia Natural, vol. I, cuad. II, 1872, pp. 163-181.
J. ROSTAND, Lazzaro Spallanzani e le origini della biologia sperimentale, Torino, Einaudi, 1969.
P. DI PIETRO, Lazzaro Spallanzani, Modena, Aedes Muratoriana, 1979.
P. DI PIETRO, «Consigli naturalistici di Lazzaro Spallanzani per la spedizione scientifica Malaspina», Atti della Società Naturalistica e Matematica, Modena, n. 112, 1981, pp. 23-40.

Dario Manfredi

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TOFIÑO Y SANMIGUEL, Vicente (1732 - 1795)
Seguì la carriera militare e nel 1755 fu chiamato da Jorge Juan per ricoprire l'incarico di terzo professore di matematica all'Accademia di Guardiamarine di Cadice. Nel 1757 entrò in marina ottenendo promozioni successive. Fu nominato secondo insegnante di matematica nell'Accademia e nel 1768 ricoprì l'incarico di direttore fino al 1789.
Dedicatosi all'Astronomia nell'Osservatorio di Cadice, osservò nel 1769 il passaggio di Venere davanti al disco solare, così come è stato descritto da Lalande nel suo Tratado de Astronomia.
Scrisse le Observaciones astronómicas hechas en Cádiz... in collaborazione con José Varela y Ulloa. La qualità del suo lavoro nell'Osservatorio fu elogiata dai francesi Borday e Pingré, che fecero un viaggio a Cadice nel 1771-1772 e del quale pubblicarono una relazione sei anni dopo.
Tutto questo valse a Tofiño l'ammissione all'Accademia delle Scienze di Parigi come corrispondente di Borday.
Nel 1783 fu incaricato della elaborazione di un Atlas Marítimo de España, al quale collaborarono fra gli altri Alcalá Galiano, Espinosa y Tello e Vargas Ponce e dove si utilizzarono i migliori strumenti del periodo che Jacinto Magallanes aveva inviato da Londra.
Questa opera fu conclusa nel 1789 e la documentazione ottenuta dalla commissione diede impulso alla creazione del Deposito Idrografico.
Tofiño fu membro della Real Accademia de la Historia, della Real Academia de la Ciencias de Lisbona e delle Associazioni Basche e Maiorchine degli Amigos del País.



ULLOA Y DE LA TORRE-GUIRAL, Antonio (1716-1795)
Nel 1734 fu designato come compagno di Jorge Juan per la spedizione in Ecuador, organizzata dall' Accademia delle Scienze di Parigi. Nel viaggio di ritorno, mentre si trovava su una nave francese, fu fatto prigioniero dagli inglesi. Dopo una serie di circostanze avverse fu posto in libertà.
Approfittò del soggiorno a Londra per migliorare le sue conoscenze e con l'aiuto del ministro Harrington, che era stato in precedenza ambasciatore a Madrid, fu presentato a Martin Folks, presidente della Reale Società di Londra, in cui fu accolto come socio alla fine del 1746. Quando con il trattato di Fontainebleau la Luisiana meridionale fu ceduta alla Spagna, ne fu nominato governatore (1765). Tornò in patria qualche anno più tardi e si stabilì nell'isola di León, a Cadice.
Compilò molte opere teoriche e pratiche per i naviganti; soprattutto importanti sono però quelle relative al suo viaggio in Sudamerica, le Noticias americanas...., stampate nel 1772, e le Noticias Secretas de América, pubblicate a Londra nel 1826, oltre alla Relación histórica del viaje a la América Meridional (1748). Moderatamente riformista, influenzò molte le idee politiche di Malaspina.

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VALDÉS Y BAZÁN, Antonio (Burgos, 1744 - Madrid, 1816)
Nativo di Burgos, ottenne il grado di guardiamarina a Cádiz, dopo essere stato ammesso nell'Ordine di Malta, ove raggiunse il grado di balì, gran croce e commendatore. La sua carriera nella Marina di Spagna fu brillante. Già con il grado di capo di squadra, fu nominato ispettore generale del 1782 e, alla morte di Castejón, ebbe il ministero della Marina, alla quale diede notevole impulso migliorando la preparazione scientifica dei giovani ufficiali, l'organizzazione dell'Armada, l'assetto degli arsenali; promosse anche numerose spedizioni marittime, tra cui quella di Malaspina, le cui scelte sempre appoggiò. Ebbe poi l'incarico della Secretaría de Estado e del Despacho Universal de Indias; sotto Carlo IV salì al grado di capitano generale dell'Armada. Valdés si dimise da ministro nel novembre 1795, pochi giorni prima dell'arresto di Malaspina, ma il sovrano gli conservò il seggio in seno al consiglio di stato. Nel 1799 pubblicò uno scritto sullo stato della marina che sollevò l'irritazione di Godoy; a seguito di ciò, Valdés si ritirò a Burgos e solo Fernando VII lo richiamerà a corte.

Bibliografia
I. RAMILA, Un burgalés ilustre: el Baylío Don Antonio Valdés, Burgos, Hijos de Santiago Rodríguez, s.d. pp. 34 e segg.
F. de P. PAVÍAa, Galería Biográfica de los Generales de marina, jefes y personajes notables que figuraron en la misma desde 1700 a 1868, Madrid, López, 1873, 4 voll; v. sub voce.

Dario Manfredi


VALPERGA DI CALUSO, Tommaso (1737-1815)
Letterato, uomo di profonda e varia dottrina, scrisse di matematica e d'astronomia ma, soprattutto, fu un g grande conoscitore di lingue orientali (specialmente il copto e l'ebraico).
Scrisse anche un saggio di estetica del bello ideale. Segretario della Reale Accademia delle Scienze di Torino, fino al 1801, nel 1789 - dietro premure di Gherardo Rangoni – favorì la nomina di Alessandro Malaspina ad accademico corrispondente e gli inviò una serie di quesiti e di suggerimenti per la spedizione scientifica. Fu anche direttore dell'osservatorio astronomico di Torino ed insegnò nell'Università di tale città, ma fu allontanato dall'insegnamento con la caduta del regime napoleonico.

Dario Manfredi

 
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