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Il sistema giudiziario
Il granduca si impegnò nell’intero arco degli anni Settanta in una minuziosa riconfigurazione del sistema giudiziario toscano, nell’intento di separare l’azione di polizia vera e propria dall’amministrazione della giustizia.

Questo riordinamento precede la Costituzione Leopoldina, tenendo presente la lezione teorica di Cesare Beccaria espressa ne’ Dei Delitti e nelle Pene.
La riforma abolisce l’antica magistratura fiorentina degli Otto di Guardia e Balia e nel 1784 l’importantissima carica dell’auditore fiscale nel quale si sommavano poteri di polizia e giurisdizionali.
Essa viene sostituita con il presidente del Supremo Tribunale di Giustizia, con autorità su tutto l’ordinamento giudiziario criminale e con un presidente del buon governo al quale spetta la direzione degli affari di polizia.

Con queste azioni Pietro Leopoldo, con la sua codificazione, rappresenta una delle più eloquenti attuazioni delle migliori idee del secolo e la conferma del felice incontro tra una terra di antica civiltà con un principe filosofo, incontro capace di sfociare in quello che Condorcet riconosceva come sapiente equilibrio tra esigenze di difesa sociale e garanzie di libertà.
Il Codice del 1786 separando giustizia e polizia, crimine penalmente rilevante e trasgressione amministrativa, mirava a creare quella che fu definita la Civiltà del processo, dove l’imputato era valutato sulla base di prove certe e accertabili secondo modalità procedurali valide, chiare e controllabili.

La riforma abbatte i capisaldi del precedente ordinamento giuridico per affermare la nuova concezione della pena, del giudice e dell’imputato.

La semplicità formale del codice, la riduzione dei delitti, la moderazione delle pene, l’abolizione della sentenza di morte, della tortura e la confisca dei beni, il riconoscimento dell’imputato al diritto alla difesa, la pubblicazione delle sentenze indicano la volontà di abbandonare il precedente sistema penale, tutto centrato sul procedimento inquisitorio, sulla segretezza, sulla spaventosità del giudice e della pena.
Umanizzare la giustizia significa puntare ad un vivere sociale più ordinato e tranquillo. Ecco perché il codice Leopoldino rappresenta il punto più alto del riformismo italiano ed europeo.
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