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Luoghi di produzione delle carte nautiche
Un grande numero di carte nautiche trovò il luogo ideale di produzione a Venezia : una città aperta al mondo, di grande impulso commerciale, di scambio di idee e culture diverse. Qui lavorò il genovese Pietro Vesconte, autore di preziosi atlanti e della prima carta nautica datata e firmata (1311), ritenuto precursore e maestro di una scuola cartografica. Nella città lagunare lavorò, nel secolo successivo, Grazioso Benincasa, cartografo anconetano che utilizzò in modo significativo i nuovi dati della navigazione atlantica portoghese, dando grande rilievo ai toponimi della costa africana e delle isole atlantiche, protese verso un mondo ancora sconosciuto. Venezia rimase un importante centro di produzione anche nel XVI secolo, accogliendo cartografi provenienti sia dall’arcipelago greco, in particolar modo da Creta e Corfù, che da varie parti d’Italia. Importante la presenza del genovese Battista Agnese, attivo a Venezia tra il 1536 e il 1564, autore di carte ed atlanti estremamente raffinati e ricchi di nuovi elementi geografici, introdotti in seguito alla scoperta del Nuovo Mondo e al viaggio di Magellano. Nelle sue preziose opere erano presenti motivi decorativi di grande interesse, come le foreste del Brasile o il gigantismo degli abitanti dell’America Meridionale, che scaturivano dalla conoscenza di libri, diari e resoconti di viaggi. Un altro importante centro di produzione fu Genova in cui si affermò la scuola dei Maggiolo, famiglia che detenne il monopolio cartografico con nomina ufficiale della Repubblica fin dal 1519. Le carte provenienti da quel laboratorio erano riccamente decorate, davano ampio risalto ai profili delle città, con particolare rilievo per Genova, alle coste settentrionali dell’Africa e alle figure di re in trono.

Anche Portogallo e Spagna furono importanti centri cartografici: Maiorca ebbe, fin dal XIV secolo, una scuola in grado di fornire carte già pronte o di costruirne su commissione; intere famiglie di cartografi, come quella di Matteo Prunes, lavorarono nell’isola per oltre un secolo, dal 1532 al 1651. Le carte catalane si estendevano a nord fino alla Scandinavia e ad est verso le regioni orientali, presentando una descrizione delle zone interne con città, fiumi e monti che spesso mancavano in quelle di produzione italiana. Re, imperatori e bandiere indicavano un’appartenenza politica, mentre animali e piante simboleggiavano le risorse economiche. Laboratori avviati, migliori opportunità di lavoro e la presenza catalana in Sicilia favorirono, nel XVI secolo, il trasferimento di cartografi affermati, come Jaume Olives, da Maiorca a Messina e successivamente a Marsiglia.

Battista Agnese Particolare della carta "Il Nuovo Mondo, l'Atlantico, l'Europa e l'Africa" - XVI sec. Venezia, Museo Correr
 
Matteo Prunes Carta Nautica del Mediterraneo (XVI sec.) Venezia, Museo Correr
 
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