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    Il fiume Magra, una strada d'acqua lungo la via Francigena
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Aulla - Un territorio alla confluenza di tre fiumi - a cura di Riccardo Boggi
In epoca carolingia la Marca di Tuscia, cui appartenevano anche i territori lungo il fiume Magra diventò una Marca del Regnum Italiae, suddivisa in Contea Meridionale, corrispondente alla Maremma grossetana, e Contea Settentrionale, retta dai conti di Lucca e formata dai territori di Luni, di Lucca, di Pisa, della Maremma pisana e della Corsica.
Del periodo carolingio esiste una memoria documentaria riguardante alcuni territori della Valle che risale all’anno 884. Si tratta del l’atto con cui il conte di Toscana Adalberto I fonda l’abbazia di Santa Maria ad Aulla, intitolata poi a San Caprasio, dotandola di molti beni scelti tra i suoi possedimenti. Tra questi alcune terre poste sulla sinistra dell’alta valle del Taverone, attualmente comprese nel Comune di Comano ed il territorio corrispondente alla parte terminale della valle, delimitato dai torrenti Taverone e Civiglia e denominato anticamente Campo Massari (Masero).

IN LOCO UBI DICITUR CONFLUENTI…..

Lo dice il più antico documento giunto sino a noi: l’origine, le fortune e le disavventure di Aulla stanno tutte nelle caratteristiche geografiche di quella piccola lingua di terra abbracciata dalle confluenze di Aulella e Taverone nella Magra.
Le strade delle vallate dell’Aulella, del Taverone, della Magra, confluiscono tutte nel lembo di terra, al sicuro dalle alluvioni, che quasi certamente fu già abitato nell’antichità, ma sicuramente fortificato e attrezzato come luogo di sosta e servizi da Adalberto di Toscana che dopo aver fondato il borgo, nell’anno 884, vi volle insediare una comunità monastica, dotando l’abbazia di ingenti terre e possedimenti.
La cartografia disponibile negli archivi, in particolare nell’Archivio di Stato di Firenze, ma in genere tutta la produzione cartografica a stampa che riguarda la Lunigiana, mette sempre in evidenza la centralità di Aulla, variamente nominata: Ula, Lavula, Avula.
La centralità di Aulla, rispetto al territorio lunigianese, ha fatto sì che il Duca Francesco IV di Modena vi collocasse la residenza del governatore dei suoi domini lungianesi: in occasione di una sua visita in Aulla egli ne apprezzò i rigogliosi giardini della confluenza Aulella-Magra, l’amabilità del clima e dispose l’acquisto e l’ampliamento dell’ex palazzo Centurione, già appartenuto ai Malaspina.
In una cartina seicentesca, conservata all’Archivio di Stato di Firenze, edita da Nicola Gallo, è ben delineato il rapporto tra l’orografia e l’antropizzazione: in alto l’elegante e severa mole della Fortezza della Brunella controlla le valli dell’Aulella e della Magra e si pone come imprendibile baluardo in grado di resistere ai tiri delle artiglierie.
In basso è ben rappresentato l’istmo di terra che accompagna la confluenza, con il perimetro e la torre del primitivo impianto castrense di fondovalle (probabilmente sorto sulle strutture fondate da Adalberto nell’884) , fino al XVI secolo sufficiente a proteggere l’insediamento e la strada da eserciti che ancora non conoscevano l’uso del cannone.
Nel borgo, cinto di mura e di case ad esse addossate, si leggono il ponte levatoio della Porta Sarzanese, l’abbazia fortificata con i suoi orti e, oltre le mura, verso Pontremoli, l’area cimiteriale del Groppino.
Tre piccole figure illustrano le principali attività del luogo: il mulattiere che trasporta merci, il pescatore, il cacciatore.
In un centro che tra il 1943 ed il 1944 è stato interamente distrutto dalla guerra ancora una volta a motivo della sua centralità geografica, sono proprio la cartografia antica e la documentazione archivistica a consentire la ricostruzione della storia dell’insediamento.
Così le azioni di recupero dell’abbazia di san Caprasio si sono sviluppate a partire dalle fonti archivistiche:

1. la copia dell’atto di fondazione conservata nell’archivio Malaspina di Mulazzo
2. gli inventari conservati nell’archivio parrocchiale
3. gli atti dell’archivio notarile del Comune
4. le carte dell’Archivio Vescovile di Massa
5. le ricerche storiche edite, consultabili presso la civica biblioteca “A. Salucci”

Ricerca archivistica, ricerca storica, scavo archeologico, indagine archeologica sull’elevato consentono ormai di leggere l’impianto abbaziale, con la chiesa, il chiostro, la sala capitolare, ma anche l’individuazione, oltre all’abside e all’intero impianto della chiesa di fine IX secolo, prima metà dell’XI attualmente officiata, alle tracce absidali della chiesa del IX secolo e di quella dell’VIII- prima metà del IX.
La scoperta più importante è stata quella della monumentale tomba di san Caprasio, sigillata tra l’anno mille ed il 1050, contenente un rarissimo reliquiario in stucco e le ossa del santo, datate al V secolo, epoca in cui Caprasio visse e morì sull’isola provenzale di S. Onorato (isole Lerins).
La presenza della reliquia del Santo, già attestata prima del passaggio dell’arcivescovo di Canterbury (990-994), è la testimonianza dell’importanza del sito di Aulla nel contesto della viabilità medievale e, come già aveva intuito Stopani e l’archeologia ha oggi confermato:

Aulla è in assoluto uno dei più antichi punti di sosta della Via Francigena, dove non a caso Adalberto di Toscana fondò un’abbazia con annesso ospedale, intitolata dapprima a Santa Maria, poi a San Caprasio, del quale si conservano le reliquie: un forte elemento di attrazione religiosa per i pellegrini che sempre più numerosi transitavano, diretti a Roma.
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